La valigia di Mary Poppins

“concrete museum” by Yeo Khee on Unsplash

— Strana la valigia che hai.
— Tappeto.
— Serve a portarci i tappeti?
— È fatta con un tappeto.

(Mary Poppins)

Ho sentito parlare di Luca Quarin per la prima volta circa un anno fa, a una presentazione del suo libro, Il Battito Oscuro del Mondo. Ci ero andato più perché invitato da degli amici che per reale interesse, ma rimasi subito colpito dal modo di parlare di Luca, dal suo spaziare attraverso argomenti diversi, da tutto quello che sapeva e che voleva raccontare, dalla maniera in cui lo faceva. Comprai il libro, incuriosito, e andai a cena con Luca e gli amici che mi avevano invitato. Fu una bella serata, parlammo di letteratura, ovviamente, ma anche di bitcoin, figli, futuro, passato, America, Cina, e di tante altre cose che non ricordo più.

Arrivato a casa appoggiai il libro sulla pila delle altre cose da leggere, ripromettendomi di affrontarlo nei giorni successivi, che poi divennero settimane e infine mesi. C’era sempre qualcos’altro di più urgente da leggere e non riuscivo mai a trovare il mood per quel titolo così enigmatico. Alla fine però ci sono riuscito, e sono molto felice di ciò.

La grande bravura di Luca è stata mettere un intero mondo dentro 230 pagine; no, non creare, niente worldbuilding qui, Luca prende il mondo reale e lo ficca dentro il suo libro, ci infila la Storia, quella con la maiuscola, dei grandi personaggi e degli eventi che hanno cambiato il mondo, e la storia personale dei membri di una famiglia borghese. Ci mette la letteratura e la scienza, e tutto si incastra alla perfezione, nel grande meccanismo che batte ritmicamente come il cuore del mondo.

libro con dedica

Come nella valigia di Mary Popoins, Dentro ilBattito Oscuro del Mondo ci sono più cose di quanto ci si aspetterebbe da fuori:

  • 50 anni, dal 1964 al 2014, da Martin Luther King all’intelligenza artificiale.
  • Gli Stati Uniti, e il New England in particolare, soprattutto la città di New Bedford, il suo porto, il museo sulla caccia alle balene.
  • Cetacei, capodogli, balene, e un lamantino. Curiosamente, l’habitat dei lamantini non comprendee le coste del New England.
  • La grande letteratura americana. Lo spirito e l’eredità di Melville e del suo Moby Dick permeano tutto il romanzo, a partire dall’ambientazione fino alla storia personale dei protagonisti.
  • Tecnologia. Il libro ne è intriso, scandisce il ritmo della Storia e della storia; ci sono i brevetti di John e le invenzioni di William, ci sono le asciugatrici, i telefonini, le fibre ottiche, i bitcoin e l’intelligenza artificiale. Ma in mezzo a tutto questo ci sono le vicende umane, sempre preponderanti.
  • Musica. Ho sempre amato le citazioni di canzoni nei romanzi, io quando scrivo non riesco a mettercele, mi sembrano sempre posticce, perciò sono contento quando ne trovo. Anche nella musica, Luca mostra le sue conoscenze enciclopediche e snocciola lungo tutto il romanzo una playlist che attraversa gli anni e i generi con oculatezza e buon gusto.
  • Realtà. Ce n’è tanta nel libro, continui rimandi alla storia, alla scienza e alla tecnologia, alla storia della letteratura. Una fonte di approfondimenti da cui attingere a piacimento, senza timore che si esaurisca.
  • Finzione. come è giusto che sia. Ma magistralmente scritta.

Luca Quarin ha scritto un’epoppea familiare americana con l’arguzia e lo stile di chi negli Stati Uniti ci vive, ha fornito un punto di vista acuto e spietato sulla società occidentale com è e come sarà, ha realizzato un tesseract letterario, uno scrigno multidimensionale che contiene tutto un mondo commisto di realtà e fantasia.

Il grande romanzo americano, quest’anno, lo ha scritto un italiano.

(dalla quarta di copertina)

Copertina

Se vi interessa sapere qualcosa di più su quello che ho scritto, visitate www.diegotonini.com

Writer and science communication enthusiast, I think science can be fun and everyone can understand it!

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